
LE UNDICI ROBE MIGLIORI DEL DUEMILADIECI: NE AVEVAMO DIMENTICATA UNA
Negli ultimi anni il mercato della musica è cambiato radicalmente e le vendite di dischi crollano di giorno in giorno: iTunes e file-sharing le principali cause. Oltre a Daniele Silvestri, ovviamente. È dunque grazie ad internet ed alla condivisione che oggi chiunque, in ogni parte del mondo, può facilmente avere accesso a musica di merda. Tranne alcune zone dell’Africa, morti di fame. E molte donne che non sanno utilizzare iTunes.
Per aiutarvi a scongiurare tale rischio, Umore Maligno vi propone la migliore recensione dei migliori album pubblicati nel 2010. Per intenderci, non ci sono gli Arcade Fire. E neanche i Mogwai.
1. Massimo Volume – Cattive abitudini (La Tempesta)
Fatevene una ragione: la peggiore cagata dei Massimo Volume per noi sarà sempre il disco dell’anno. Scorso. Forse perché abbiamo un debole per loro, forse perché conosciamo il cantante e non vogliamo che si offenda ma dodici tracce tese e asciutte, a dieci anni dalle squisitezze omosessuali di Club Privé, e un singolo possente come Litio, dedicata da Emidio Clementi al nostro Alexfor.
2. Uochi Toki – Cuore Amore Errore Disintegrazione (La Tempesta)
Prendete tutto quello che pensate di conoscere del rap italiano e buttatelo nel cesso. Dopo aver ascoltato FabriFibra potete arrivare ai Uochi Toki: come unire basi martellanti, testi immaginifici, inusitate capacità declamatorie in un mix ipnagogico mantenendo regolare il vostro andamento intestinale? Ma se non avete capito la frase precedente risparmiate pure i soldi.
3. Massive Attack – Heligoland (Virgin)
Triphop’s not dead. E purtroppo neanche Tricky. Nella preconcetta indifferenza della critica musicale italiana salottiera e sciovinista i Massive Attack tornano dopo sei anni di astinenza e un signor album con due perle assolute (“Splitting the atom” e “Girl I love you”). Ricordate la colonna sonora di “Danny the dog”, il film dove uno strozzino alleva un cinese come un cane da combattimento ma poi arriva Morgan Freeman, un pianista negro e cieco somigliante a Mandela durante una delle sue celebri parodie di Ray Charles, che lo accoglie nella sua casa e lo ravvede? Ecco, non c’entra un cazzo. Quindi ascoltate questo album. E smettetela di guardare film con Morgan Freeman, Cristo.
4. Janelle Monáe – The ArchAndroid (Suites II and III) (Bad Boy Records)
The ArchAndroid è un concept album che narra dell’androide eletto che libererà Metropolis, un mondo popolato da robots, ingegneri informatici e pastori sardi. Il progetto trae ispirazione dalle opere di Debussy, Philip K. Dick e Melissa P, ovviamente oltre al celebre film di Fritz Lang, “Ho sposato uno sbirro”. Imperdibile “Tightrope”, in featuring con Big Boi degli Outkast: come riuscire ad ottenere una collaborazione con gli Outkast al tuo primo album? Ti fai scopare da Andrè 3000.
5. Salem – King night (I am Sound)
Dopo aver scoperto che i Daft Punk hanno firmato l’OST di “Tron” avevate giurato che di elettronica non ne volevate sapere più un cazzo? Vi ricrederete grazie a questo spettrale gioiellino: quarantaquattro minuti di angoscia, disturbo, cacofonia, e senza bisogno di evocare Alessandro Sallusti. Escluso il sample della terza traccia.
6. Gnaw their tongues – L’arrivée de la terne mort triomphante (Crucial Blast)
Per descrivere le musiche di Maurice De Jong si sprecano le etichette: doom, gotico, postindustriale, dark-ambient, merda. Vi basti sapere che se avete finalmente deciso di sgozzare quella puttana della vostra segretaria perché ha terminato tutte le etichette, queste sono le note giuste per accompagnare la sua agonia.
7. The Chemical Brothers – Further (Virgin)
Provate a pensare a un mix di Giovanni Allevi, Aphex Twin e un narcotrafficante di origini mediorientali. Fatto? Ecco, posto che questo album, ora, non vi sembrerà così male possiamo affermare in sana coscienza che non è ancora stato ideato un complemento musicale migliore all’assunzione di droghe sintetiche. Specie per via uretrale.
8. Black Keys – Brothers (Nonesuch)
Si può ascoltare blues, soul e funky senza finanziare musicisti di colore? Certamente: basta poi derubarli. Altrimenti potete sempre ascoltare l’album della maturità dei Black Keys, corposo e senza incertezze. Ma se volete continuare ad esibire con orgoglio la vostra eterosessualità forse dovreste iniziare dalla seconda traccia. E cominciare a darci un taglio con i Cameo.
9. John Grant – Queen of Denmark (Bella Union)
Antony Hegarthy sembra ormai la zia di Platinette? Ecco la nuova frontiera della musica intimista capace di offrire un’introspezione che costringe l’ascoltatore ad indagare a fondo il genere umano. Roba da froci, insomma. Terminato di sfondare i culi degli Czars, Grant si mette in proprio e confeziona dodici ballate elettriche raffinate e suggestive. Roba da froci, insomma. Emarginazione, solitudini, nostalgie: tutto il repertorio della checca di mezza età a cui piacciono i liceali magrolini con mancanza di autostima. L’accompagnamento ideale per una cena con Uomomordecane. Roba da froci, insomma.
10. Grinderman – Grinderman 2 (Mute)
Non sono i Bad Seeds, ovvio. E Nick Cave non è più il bardo demoniaco di vent’anni fa, certo. E tutte le altre cazzate che vi stanno venendo in mente. Nel frattempo provateci, a trovare un album rock scritto, suonato e cantato meglio di questo. Stronzi.
11. Kanye West – My beautiful dark twisted fantasy (Roc-a-fella, Def Jam)
Non è Nick Cave, ovvio. E Kanye West non è più il bardo demoniaco di vent’anni fa, certo. E tutte le altre cazzate che vi stanno venendo in mente. Nel frattempo provateci, a trovare un album hip hop scritto, suonato e cantato meglio di questo. Eminem? Non capite un cazzo. Big Boi? Stronzate. Cee-Lo Green??? Ah. Be’, è vero. Oh, e adesso che cazzo avete da guardare?
[Autori: Classifica ufficiale, Il Mucchio, LSD, Michael Jackson, Supertelegattone]






beh dire che daniele silvestri è la rovina della musica mi sembra decisamente una cazzata immensa
va beh che pur di far piglio uno scrive qualunque cosa in effetti
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il tuo è un giudizio soggettivo e, dato che la soggettività è oggettiva a prescindere dagli schemi percettivi razionali, sebbene la percezione razionale implichi imminenza, il giudizio di ogni sistema o relazione prioritaria dei fenomeni esiste in ogni contraddizione razionale o metafisica o almeno epistemologica per concetti astratti ed empirici come esistere o essere o accadere nella cosa stessa o della cosa stessa e in virtù di questo posso dire che a me daniele silvestri fa cagare il cazzo.
certo, forse non è proprio la rovina della musica.
ci sono sempre capossela, la bandabardò e i noia city ramblers che cercano di peggiorare ulteriormente lo stile musicale di de andrè.
e a volte ci riescono pure.
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Sandra, ieri abbiamo mandato a fare in culo la povera Aurora per molto meno. Saremo costretti a trafugare la salma di Silvestri. Il fatto che si dichiari vivo non ci fermerà.
@Mr Tambourine: Ma anche se EC considerasse Agnelli il più grande flagello per l’umanità dopo l’epidemia di spagnola, e dopo Daniele Silvestri, anche se La Tempesta facesse cacare come casa discografica. Anche se una rondine non fa primavera, il disco dei Massimo Volume resta una cazzo di bomba.
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Non vuol dire necessariamente questo, Sandra.
A me in passato piaceva, ora credo che sia decaduto.
Ma in finale possono pure pensare che sia la rovina della musica. ‘Sti cazzi, no?
Ma sono d’accordo sui Massimo Volume.
Primo, perché Mimì è amico di Manuel, e secondo perché La Tempesta è una delle pochissime etichette discografiche serie rimaste in Italia.
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Silvestri è una delle dieci persone più sopravalutate d’Italia.
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di Silvestri mi piaceva “le cose in comune”. Secoli fa.
Poi è andato a Sanremo… e addio core.
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Sandra, vaffanculo.
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di Silvestri mi piaceva “Le cose in comune”. Secoli fa.
Poi è andato a Sanremo con Salirò e addio core…
Ps: Sandra non scervellarti, la parola d’ordine per essere mandati affanculo con certezza è:
S P I N O Z A.
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Aurora, mi piace il tuo incosciente coraggio. Ma, come avrai visto, un vaffanculo non lo neghiamo a nessuno.
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non dormirò la notte.
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Sveglia?
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vorrei non esserlo…
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Aurora, quella della Nutella vs cremaallanocciola è da antologia, secondo me l’ ha capita solo 1…che poi ha tradotto agli altri.
Poi se hai dubbi sull’ essere su Spinoza o su UM controlla sempre cosa viene dopo il Vaffa,
se c’è un punto sei su UM
se c’è la faccina che sorride con la manina ciaciao sei su Spinoza.
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Emanuela io il vaffa lo accetto e lo ricambio sempre senza problemi.
Mi piace.
Ma veniamo al dunque: cosa vuoi?
toh, io la faccina la metto sempre.
ma, attenta, spesso sottintende qualcos’altro.
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per la cronaca:
la Nutella è migliore della creamallanocciola.
E NON sono la stessa cosa.
Questo è l’unico senso della mia frase.
Poi non so cos’hai capito o cosa si è capito, perché io non posso ragionare coi “dietro le quinte” visto che non li so.
La Nutella ovvero Spinoza [vaffanculo, Aurora.] non è letteralmente migliore di UM ma, almeno da quel che ne posso sapere io come semplice lettrice, ha partorito anche UM. Quindi con “migliore” intendo “punto di partenza”, “base”… ecc. ecc…
Poi le due cose come già detto restano ben distinte e su questo non ci sono dubbi. E si vede, si vede.
Concludo: Emanuela, a me i retroscena non interessano, io leggo e basta.
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Avete dimenticato gli Ufomammut!
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Castorovolante,
a me piace Ian Anderson, mica cazzi.
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Sì, ma ad Ian Anderson piacciono gli Ufomammut, mica cazzi.
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Avete dimenticato gli Ufomammut.
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Umore maligno Uber alles
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Castorovolante,
no. credo preferisca Radiohead, Sigur Rós, the Notwist, Sparklehorse, Grandaddy, Jason Lytle, Spiritualized…
mica cazzi e mazzi.
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Non è quello che ha sulla cassettina che ascolta sempre in auto…
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beato lui che ha ancora le cassette…
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gli uochi toki hanno tra i testi più belli che abbia mai sentito.
argomenti interessanti & autocompiacimento zero (a differenza dei tanti pseudoalternativi italiani)
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Beh, un paio su dieci l’avete azzeccati. Il resto è musica epilettoide-negroide e degenerata. Però i Gnaw Their Tongues sono per me una rivelazione assoluta. Bravi.
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