
immagine poeticamente inculata a Matteo Bertelli
Àrambo (volevo essere Bertolt Brecht).
Soldato,
Che stai in Iran, Afghanistan, Libano
E chissà dove altro.
Per tua scelta, non gratuita
Soldato,
Che per i tuoi commilitoni saltati sulle mine o bersagliati dai cecchini
Reclami il titolo di eroe,
Ignorando che per ciascuno di voi cadono diecimila civili.
Soldato,
Che se muori sul lavoro
(come un qualsiasi operaio)
Pretendi otto colonne in prima e funerali di stato.
Soldato,
Che giustifichi queste pretese
Rinfacciandomi di difendere i confini della patria
A tremila chilometri dai medesimi.
Di rischiare la vita anche per me
E per i miei cari
Soldato,
Ma chi cazzo ti ha chiesto niente?
***
Anamnesi
Ho fame e freddo due volte dopo i pasti
Il colesterolo mi copre la visuale
Ed è buio dentro questo tunnel carpale
Son telespalla Bob o il suo amico Krusty?
Ho mai avuto un nemico invisibile?
Son mai salito su una nave fantasma?
Vorrei possedere una pistola al plasma
Ché sparare ai donatori non è punibile
Per chi ascolta Vasco tutto è semplice eeeh
Ma chi vive da solo in mezzo a una strada
tra i lamponi e le vetrine di prada;
E i lamponi non fanno luce, e Prada beehh
E’ grave dottore?
***
Non sei diverso tu
Non sei diverso, tu,
da tutti gli uomini,
quando ciò che più vorresti
è la rotondità più invitante di un corpo di donna.
Quando, lentamente,
ti impossessi della morbidezza
di due giovani seni.
Carcinoma di merda.
***
Ricordi
Ricordo
com’eri nervosa,
già prima di entrare,
stringevi forte la mia mano,
ti tormentavi i capelli
e i tuoi occhi da cerbiatta
parevano davvero
fronteggiare un cacciatore.
Nel mio continuo tranquillizzarti
mi sentivo stupidamente eroe.
Ti hanno spogliata,
rivestita di un buffo camice.
“A presto – ti ho detto -
sei in buone mani.
E’ solo un’appendicite,
sabato ti offro la cena”.
Poi, quando il bisturi
ti ha inciso
e il chirurgo, con fare meticoloso,
ti ha estratto l’appendice,
insieme a intestino,
fegato,
stomaco,
cuore,
reni,
riempendoti con materiale inerte
come una bambola di pezza
in un corpo di porcellana,
solo allora ho capito
che qualcosa
(forse)
era andato storto.






Che manco Corrado Guzzanti…Grandi!!
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e e e, non nominare il nome di Dio invano…
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…che tanto non ti risponde
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Ma certo, che qualcosa è andato storto! Le hanno lasciato dentro il CERVELLO, che è la cosa principale da togliere e sostituire con materiale inerte…
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cervello? cos’è il cervello? non credo di averlo in dotazione.
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Geni!
Genii!
Jeni!
Iene!
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Quella sul soldato è fantastica.
Proporrei di inviarla tutti quanti a Ignazio Benito Maria
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vorrei possedere una Smith and Wesson calibro 44
chè manco sparare a Vasco è punibile.
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…che se fosse stata femmina: Vasca.
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Soldato,
che da morto fai piangere tantissime persone…
ma da vivo tornando a casa con 20.000 euro al mese avresti riso…da solo…
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Le poesie che sembrano serie e alla fine si rivelano beffarde sono effettivamente un format di Corrado Guzzanti. Molto meglio gli articoli di Paolo Guzzanti prima che si buttasse sciaguratamente in politica, ma meglio di tutto questo sono le riforme di nonno Elio Guzzanti durante il periodo in cui fu ministro della Sanità.
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Poesia pura come quella di Comma 22…
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sorrido a quella sui soldati, è dannatamente vero, e parlo da appena ritornato dall afganistan. è tutto vero, e avete ragione. ma non siamo la per una prima e i funerali di stato, non siamo la per diventare ricchi (20k euro…si…ma per 6 mesi.).
siamo la perche ci piace ed è la nostra passione.
ma le pecore nere ci sono come in ogni dove. e quelle son buone nel risotto.
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Il risotto alle pecore nere mi mancava…
“Passione” di cosa esattamente se posso?
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