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Category Archive: Morte
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“Un Crodino sbagliato”
La disperazione di un amico della vittima
Il maggiordomo! Questa volta ci sentiamo di escluderlo a priori. Ma, essendo Umore Maligno un blog e non la centrale dei RIS, di seguito riportiamo i fatti nudi e crudi, proprio come quelle schifose pizzettine del bar. Starà alle forze dell’ordine indagare affinché non succedano più cose del genere. Un aperitivo senza scontrino!
Mistero a Milano: farmacista avvelenato con il Crodino. Sospettata una grossa scimmia.
Farmacista avvelenato da un Crodino al cianuro. Ma forse era il generico.
Il cianuro gli è stato somministrato durante l’aperitivo con gli amici. Non digeriva le pizzette.
I medici scoprono la presenza di cianuro nel sangue e chiamano la polizia. Qui qualcuno ha sbagliato mestiere.
Subito avvertita la moglie.”Si pensa a un ictus”. Invece è proprio la moglie.
La disperazione della moglie: “Mi aveva giurato di aver smesso con il cianuro!”
Nella letteratura criminale il cianuro è un’arma tipicamente femminile, insieme al “C’è qualcosa che devi dirmi?”
Un movente passionale? “Sembra un’ipotesi improbabile”, hanno dichiarato le tre amanti.
La figlia, sospettata, si difende: “In farmacia non teniamo Crodino”.
Crodino avvelenato, la teoria del barman: “Per me fa solo cagare”.
I testimoni: “È stato terribile! Odore di amaretto di Saronno dappertutto!”
“Fino a qui tutto bene”
“Finalmente l’ho preso!”
Tragedia a Civitavecchia: non ci sono abbastanza lavori in corso. La situazione è così drammatica che sempre più anziani, per non morire d’inedia, sono costretti a crearsi da sé un capannello di gente dietro ad una transenna. Come è accaduto al protagonista della nostra storia, secondo quanto lui stesso ha riferito alla polizia sopraggiunta a transennare.
Sporgendosi dalla finestra per osservare un gattino, una bimba di un anno e mezzo è scivolata dalle braccia del nonno facendo un volo di due piani. Dal balcone si sono sentite le urla dell’uomo che è subito corso giù dalle scale per raggiungere la nipote. Niente, è arrivata prima lei.
(Subito dopo l’orologio mandato un’ora indietro da un italiano, che si trovava sul marciapiede con largo anticipo. ”Perchè non ha preso al volo la bambina?” ”Volevo gustarmi fino in fondo la faccia del francese e del tedesco”)
Nonno e nipote erano affacciati al balcone di casa, in un momento di grande tenerezza. “Ecco, succhia qui”.
L’uomo stava conversando amabilmente con la bimba. “CO STO PIANTO HAI ROTTO ER CAZZO, PORCODDIO!”
“Guarda, un gattiSPLAT!
Il nonno ha cercato di intervenire, ma era troppo tardi. “Và, scappato”.
La piccola è tra le sue braccia: i gattini le hanno sempre suscitato curiosità, ma questo, da lontano, sembra avere qualcosa di ancor più speciale. La bimba comincia a fantasticare: “Forse è un siamese, un angora turco, o magari (Dio sia lodato) addirittura un persiano.” La voglia di sapere è troppa, il corpicino si divincola dalla presa del nonno, precipita sull’asfalto, il dramma: “Il solito cazzo di soriano.”
“Volavolavola, volavolavol… Ops”.
Le ultime parole della piccola vittima: “Miao”.
La corsa disperata all’ospedale, poi la morte durante la TAC. Peraltro inutile sugli oggetti bidimensionali.
La piccola è deceduta fra le braccia degli infermieri. “Guardi dottore, un gattiSPLAT!
Subito si mobilita il web. “Non si spaventano i gattini!”
L’incredulità della Rete. “Ci fossi stata io lì sotto!”
“Centomila mi piace per dire basta al lancio di bambini contro i gattini!”
La Procura ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Dal titolo “Criceti nel culo e altri verbali del cazzo”.
Il magistrato vuole vederci chiaro. “Di che colore era il gattino?”
Gli inquirenti ricostruiscono la dinamica: “È una testa di cazzo”.
L’anziano non si dà una spiegazione. “Eppure la tenevo ben stretta per le tettine”.
L’uomo cerca comunque di giustificarsi. “Era tutta bagnata”.
I legali hanno già fatto sapere che intenteranno causa contro la forza di gravità.
Secondo i suoi avvocati, il nonno non riesce a darsi pace. “Avevo briscola a coppe, briscola a coppe…”
L’incredulità dei vicini: “Sembrava così coglione”.
Cosa aggiungere dopo questa tragedia? Boh, un’altra bambina?
Umberto B.

Silvio è andato, Umberto è andato ma tranquilli: Mario sta bene.
Bossi si dimette e subito l’Inter ripensa a quel negro di Balotelli.
Le dimissioni di Bossi seguono la scoperta di una cartella intestata a The Family. Fondamentale per inchiodarlo l’apporto di Esplora Risorse.
Le sue dimissioni aprono una stagione ormai insolita nel nostro Paese. La primavera.
Grandi interrogativi ora si sollevano: il nuovo leader sarà in grado di instaurare un rapporto empatico con la base, pur avendo a disposizione un cervello intero? Uno che ha scopato per la prima volta a 28 anni come Maroni può davvero essere tanto fortunato?
Le dimissioni sono state accolte dal consiglio federale. Ora è tutto in mano al primario.
La Lega risulta il classico partito xenofobo, pessimo, ignorante, provinciale, violento. Bossi, infatti, si è dimesso a seguito dello scandalo che lo ha coinvolto. Non come:
– Rutelli a seguito dello scandalo Lusi.
– Formigoni a seguito dello scandalo Boni e La Russa.
– Brunetta a seguito dello scandalo Genovesi.
– Emiliano a seguito dello scandalo Degennaro.
– Vendola a seguito dello scandalo Frisullo.
– Fini a seguito dello scandalo Tulliani.
– Berlusconi a seguito degli scandali [inserire nome a caso].
– Casini a seguito dello scandalo Finmeccanica.
– Bersani a seguito dello scandalo Penati.
– Scalfaro a seguito dello scandalo Sisde.
– Andreotti a seguito dello scandalo [inserire nome a caso].
[ad libitum]
Potremmo stare qui a ridere tutto il giorno della fine di Bossi, ma, pensateci, ora che se ne è andato spontaneamente la Lega è diventato l’unico partito credibile.
Siamo forse all’inizio del definitivo declino della Lega? Non lo sappiamo, e d’altra parte tutto è relativo. Ad esempio mi spiacerebbe tornare a sentirmi razzista.
E poi dicono che Renzo Bossi è un buono a nulla. Dopo aver preso il diploma, un posto come consigliere regionale, la figa della Cartella, è riuscito addirittura a far dimettere un politico.
Ad ogni modo, ora Bossi potrà finalmente rilassarsi e fare vita da vecchio pensionato rincoglionito. Mettersi in canottiera, esprimersi volgarmente, ripetere sempre le stesse cose.
In caso di non resurrezione
Akab fornisce la sua risposta all’ancestrale domanda: “C’è vita dopo la morte?”
Il mio medico è stato piuttosto diretto: “Si accomodi”.
E non era tutto.
“Adenocarcinoma esofageo. È un tumore piuttosto raro”.
“Ottimo, almeno posso rivenderlo”.
“Non le mentirò, la difficoltà a deglutire è solo l’inizio. Il dolore toracico si diffonderà alla schiena, la tosse e i bruciori saranno incessanti, incorrerà in un’anemia causata dal progressivo sanguinamento, potrebbe morire soffocato dal suo stesso vomito. Non credo che sopravvivrà per più di due anni a partire da ora”.
“E se la facessi scopare con mia moglie?”
“Guardi il lato positivo. Arrivederci”.
Un cancro all’esofago! Con tutte le parti del corpo che ho.
Perché proprio io? Non poteva capitare, chessò, ai miei figli? Adolescenti consumati da patologiche compulsioni sessuali, ancora troppo giovani per lavorare e rendersi utili. Chi se ne dispiacerebbe?
Alla notizia, mia moglie è scoppiata in lacrime: “Chi pagherà il mutuo?”
Passa il tempo piangendo al telefono con la madre e le sorelle: “Adesso come faremo? Avevamo progettato di andare in crociera!”.
E giù lacrime.
Ai ragazzi non lo abbiamo detto. Non voglio dare loro soddisfazione. E in ogni caso, voglio che conservino un buon ricordo di me per quando saranno grandi e staranno ancora pagando i miei debiti.
In ufficio ho deciso di mantenere un basso profilo. Sono andato dal mio capo e gli ho detto:
“Toni”.
Lui si chiama Alfredo.
“Toni, credo che sarebbe più proficuo se impiegassi le mie giornate scopandomi tua figlia”. Con un pennarello ho disegnato un cazzo chilometrico sulla foto della figlia in questione che Alfredo tiene sulla scrivania.
Bella bambina, tra l’altro.
A quel punto mi è sembrato opportuno mantenere un certo tenore. Sono salito in piedi sulla scrivania: sentivo lo scricchiolio di plastica della tastiera che cedeva sotto le mie suole, e vedevo le impronte delle mie scarpe sui documenti che stavo calpestando. Mi sono slacciato i pantaloni e ho cagato proprio lì.
Uno stronzo scuro e molle. Non liquido, ma neanche sufficientemente compatto da mantenere la forma al momento dell’impatto con le sessantotto pagine del bilancio consuntivo.
Alfredo, il mio capo, ha fissato impietrito quella massa maleodorante per venti secondi buoni.
Mi sono rimesso i pantaloni e sono sceso con un salto scomposto. Mentre ero lì che tentavo di staccarmi dal culo le mutande totalmente inzaccherate, mi sono accorto che Alfredo stava piangendo. Sussultava a capo basso sconvolto da singhiozzi sommessi.
È stato a quel punto che è salito sulla scrivania anche lui e l’ha inondata con uno schizzo abbondante di diarrea. Poi si è sdraiato in tutta quella merda rivoltandosi e spalmandola ovunque, urlando: “Giovanni, Giovanni!”
Io mi chiamo Diego.
“Giovanni”.
L’intensità dell’evento mi ha fatto capire qual è il modo migliore di impiegare il poco tempo che mi rimane da vivere: cagando sulle scrivanie.
Ma anche facendo tutto quello che ho sempre desiderato e che mi sono sempre proibito: vuoi perché temevo il giudizio degli altri, vuoi perché non avevo mai abbastanza soldi, vuoi perché non avevo un tumore all’esofago.
Così ho stilato una lista delle cose che vorrei assolutamente fare prima di morire di cancro:
- Guarire dal cancro.
- Prenderlo in culo da un trans.
- (come prima, del resto)
- Mettermi per un’intera settimana, giorno e notte, dietro Gabriele Paolini.
- Stare in fila per ore davanti a un Apple store il giorno dell’uscita dell’iPhone 5 e, una volta dentro, chiedere un Galaxy.
- Nascondere delle lamette negli assorbenti di mia moglie.
- Convertirmi all’Islam in tempo per ordinare le settantadue vergini dal nuovo catalogo.
- Agitare dopo l’uso.
- Sborrare sulla lente di un videoproiettore durante una presentazione a un affollato convegno.
- Accendermi una sigaretta con il cero durante la messa di Natale e usare il porta ostie come posacenere.
- Picchiare un ausiliare del traffico.
- Scrivere una lista di cose da fare prima di morire di cancro.
- Convincere il cantante dei Negramaro a cantare soltanto sotto la doccia, ma soprattutto a farne una.
- Telefonare a “Chi l’ha visto?” e creare false speranze ai parenti degli scomparsi.
- Rileggere questo post centinaia di volte e scoprire la battuta nascosta.
- Ricreare un dinosauro utilizzando il DNA prelevato da una zanzara incastonata in una goccia di ambra per poi ucciderlo subito dopo.
- Picchiare selvaggiamente Rita Dalla Chiesa.
- Picchiare a morte un Chihuahua.
- Strafatto di ketamina irrompere nel camerino di Kate Winslet, picchiarla a cinghiate fino a farle perdere i sensi, ficcarle un braccio nella figa ed estrarne utero ed intestini, rotolarmi nella poltiglia sanguinolenta sborrando tutto all’intorno, cagarmi addosso per l’emozione, divorare tutto il pastone e vomitarlo nella scollatura di due poliziotte negre maggiorate intervenute nel frattempo. O fare un viaggio, non so.
- Vestirsi da Darth Vader, andare in un orfanatrofio e dire al bambino tisico “Io sono tuo padre”.
- Entrare in una banca urlando “questa è una rapina”, avendo in mano una rapa molto piccola e sulla faccia la maschera di Lia Celi.
- Farsi fotografare obliquo con la torre di Pisa sullo sfondo.
- Scrivere un romanzo medievale in cui lo scudiero del protagonista violenta da dietro Isabella Ferrari.
- Farsi fotografare obliquo con la Costa Concordia sullo sfondo.
- Farsi pisciare addosso da un albero sbronzo.
- Farsi fotografare obliquo con la virilità di Roberto Bolle sullo sfondo.
- CANCELLARE LA CRONOLOGIA!
- Trovare su YouTube il filmato di quello che mi ha rigato la macchina.
- (mentre lo faceva)
- (riconoscerlo)
- (il mio collega!)
- (del resto gli scopo la moglie da due anni)
- (tutto sommato non è una rigatura eccessiva)
- (anzi: ci sta pure bene, fa vintage)
- Organizzare dileggi guidati sulla tomba di Marco Simoncelli.
- Partecipare a un quiz di Gerry Scotti e dare le risposte ruttando.
- Entrare in una casa di riposo, sequestrare tutte le carte per giocare a burraco e godermi l’epidemia di suicidi.
- Risolvere un Quesito con la Susi, farsi recapitare il premio e restituirlo alla Settimana Enigmistica con un biglietto: “Questa merda rimettetevela nel culo”.
- Violentare Irina Shayk e Cristiano Ronaldo.
- Andare a trovare i miei suoceri siciliani travestito da Capitan Padania.
- Dire a mia mamma che sono guarito dal cancro e subito dopo dirle che stavo scherzando.
- Aiutare una vecchietta ad attraversare un’autostrada.
- Dimenticare tanti bimbi in una Multipla sotto il sole.
- Trovare un bimbo malato di cancro e dileggiarlo perché ho vissuto di più io.
E tu, cosa faresti prima di morire? Scrivi uno status con il tuo ultimo desiderio e tagga #UmoreMaligno: vincerai un cancro!











