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Category Archive: Strage
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Tutto quello che, se Vasco e Fiorello non dovessero essere d’accordo, negheremo di aver scritto sulla settimana scorsa

Le Cinque Terre per Umore Maligno
Alluvioni in Liguria, si cercano i dispersi. L’angoscia dei creditori.
Il vicesindaco di Vernazza piange in tv: il sindaco è sopravvissuto.
Merkel e Sarkozy ridono di Berlusconi. Stavolta in pubblico.
Poco credibile la giustificazione del portavoce di Sarkozy: “Stava ripensando a una battuta di Vergassola”.
Prodi dice di sentirsi umiliato. Poi gli raccontano anche della risata di Francia e Germania.
In Italia la salma di Balotelli. Ahahahahah! Scherzo: il morto è Simoncelli, tranquilli.
Ai funerali dell’amico, Valentino Rossi ha acceso la moto e l’ha portata fuori dalla chiesa. Passando sulla bara.
Video shock, Gheddafi sarebbe stato sodomizzato. Nel filmato le sue ultime parole: “Usavo una metafora, coglioni!”
Terremoto in Turchia: sono decine i 24enni morti ma nessuno che desti la simpatia di Simoncelli.
Un tredicenne è stato estratto vivo dalle macerie dopo 5 giorni: “Ringrazio la statistica”.
Tunisia, vincono gli islamici moderati. Quelli che in paradiso le troveranno già zoccole.
Gli stessi che disinfetteranno le scimitarre prima di sgozzarvi.
Borsellino, le ultime verità. “Mamma, sono i
Roma, cinque cinesi stuprano ragazza, ancora scossa dopo essere stata informata che si trattava di violenza.
Forlì, maestra elementare arriva ubriaca in classe. “Allora ragazzi, oggi basta laboratori di teatro, si fa un po’ di grammatica”.
Bergamo, travolto da un treno 66enne con problemi di memoria: “Il mio corpo è invulnerabile?”
New York. Un uomo è stato arrestato dopo aver chiamato la polizia chiedendo: “Sto coltivando marijuana, cosa rischio?” Di diventare un fottuto ritardato.
Perù, italiano ingoia 103 ovuli di cocaina e muore, ma continua a dire di sentirsi benissimo.
Vietnam, estinto il rinoceronte di Giava. Ma che zuppa!
Gattuso: “Vedo doppio, ma non mollo”. Grazie a questo problema visivo è riuscito finalmente a contare fino a 20.
Lindsey Lohan condannata a pulire un obitorio. Fino all’ultima goccia.
Nokia lancia i Windows Phone: “Comincia una grande avventura”, ha dichiarato l’AD dell’azienda finlandese provando a spegnerne uno.
L’amore ha i tempi del colera/3
Masterpiece di Alexander Harry Bell per Umore Maligno
Il locale sapeva di incenso e sigari cubani ed era colmo di quelli che sembravano becchini e baldracche. La mia 9 mm sotto il vestito sembrava pulsare. Tirai giù un bicchierino di whiskey per calmarla. E un altro per esserne sicuro. Quando lei entrò nel suo vestito da sera trasparente tutti si voltarono a fissarla. La bionda sembrò non notarli. E puntò verso di me. Ma non ero io la sua meta. Un bifolco la aspettava con ansia. La mia esperienza mi diceva che aveva qualcosa da nascondere. L’avevano studiata bene i due. Già da qualche anno si frequentavano, fingendo amore. Lei voleva solo una cosa. Bambini. Lui solo una buona scopata. I loro interessi convergevano, e per quello che mi interessava non avevo nulla in contrario. Ma il mio cliente mi pagava per rovinarli, e le mie bollette avevano la precedenza sulla loro liaison. Quando furono vicini feci scattare la trappola, veloce come un ratto di fogna. Parlai. E tutti si zittirono ad ascoltare la mia voce stentorea. Loro, colti in contropiede, rimasero imbambolati, fino a quando non domandai “Lo vuoi?”. “Sì”. “Allora vi dichiaro marito e moglie”. Applausi. Dentro di me sogghignavo. La mano corse sotto il vestito, dalla mia fedele 9 mm, ma la trattenni. Ormai era questione di tempo. Nessuno si sposa e continua ad amare il proprio partner, lo sapevo, e quindi avevo compiuto il mio dovere. Certo, una sventagliata di pallottole sarebbe stata maggiormente pietosa, ma sono sempre stato un sadico figlio di puttana. E rappresento altri sadici figli di puttana. Un giorno lei avrebbe avuto bisogno di confessare che il suo amore era finito, e sarebbe venuta in sagrestia. E io allora avrei scelto le parole giuste. E poi l’avrei fatta tacere sbattendole in bocca la mia 9 mm. Lo sapevo già, perché prima o poi vengono tutte. Succede sempre così, in questo lurido paese di provincia. E quando si stancano del loro compagno, sono io il rappresentante del cazzo di Dio, qui.
The day(s) after
Non era la prima volta che mi svegliavo senza ricordare praticamente nulla della sera precedente. Quindi non mi spaventai.
Sentivo però uno strano formicolio al braccio sinistro e questo mi diede un po’ di preoccupazione. Mi alzai con uno scatto e mi avvicinai alla finestra. Guardai lo striminzito bicipite. Oh, merda. Mi ero fatto un tatuaggio, un fottutissimo tatuaggio raffigurante Gesù.
Che idea del cazzo, tra tutte le puttanate che avevo fatto da ubriaco questa era sicuramente la peggiore.
Poi mi accorsi di non essere a casa mia, quella non era la mia stanza, quello non era il mio letto. Guardai fuori, in strada. Boh, un posto sconosciuto, non riconoscevo neanche il paesaggio. Forse non era il tatuaggio la cosa peggiore che avevo fatto.
E con chi avevo dormito? Dalla stanza vicino arrivava il rumore di una doccia. Merda, pensai, adesso che figura ci faccio, speriamo almeno sia carina. Nel riflettere su tutto ciò mi accorsi di una strana sensazione all’anulare sinistro. Guardai e vidi l’anello.
Ecco, sì. Adesso avevo ufficialmente una nuova numero uno, nella classifica delle cazzate che non valevano una sbronza.
La porta del bagno si aprì.
“Hola amor! Còmo ha dormido?”
Guardai il negro e svenni.
***
“Io sono una persona per bene, quindi di solito cerco di rispettare le sentenze della Corte costituzionale”. Questo mi passava per la testa alla ventesima volta che mi negava la penetrazione rettale. Quella sentenza che mi impediva di sottoporla a sesso anale senza consenso. Colmo di disperazione e di testosterone, pronunciai quella fatidica frase: “Mi vuoi sposare?”. Fu l’inizio della fine, mi ritrovai in poco tempo ad essere un robot nelle sue mani, in cambio di un culo. Qualsiasi cosa voleva che io facessi, bastava prospettarmi una sodomia notturna. Solo anni dopo, preso da una crisi la uccisi. Finii in carcere, dove un’inculata te la concedono anche senza chiederti la mano prima”. [repentedofmarriage67]
***
Mi sono sposata sei volte, ma solo perché mi scopavo il prete. Però ho divorziato otto volte, perché mi scopavo il giudice.
La prima volta che mi sposai ero ancora vergine, o almeno questo è ciò che mio zio mi raccomandava di dire. Ricordo che mia madre non la smetteva un minuto di piangere, d’altronde mio padre aveva ripreso a bere e l’aveva riempita di lividi proprio sul sagrato: all’uscita dalla chiesa tutti lanciavano il riso, lei tirava i molari.
La cerimonia durò così a lungo che mi vennero due volte le mestruazioni: per giustificare il vestito imbrattato dicevo di voler rendere onore al Giappone.
Il matrimonio durò fino a quando scoprii che il cazzo può anche essere grosso.
La seconda e la terza volta mi sposai con la stessa persona, ma lui non lo sapeva.
Il quarto matrimonio durò così poco che ci scambiammo gli anelli dall’avvocato.
Il quinto matrimonio fu terribile. Lui mi picchiava ogni notte, ma divorziare era difficile per me: come potevo lasciare mio padre?
L’ultimo matrimonio cominciò con le migliori intenzioni, ma dopo qualche mese lui scoprì che lo tradivo, notando che continuavo a sgocciolare sperma in giro per casa.
Non ci crederete ma il mese scorso stavo per cascarci di nuovo. Era tutto pronto: le fedi, gli inviti, l’abito, gli avvocati per il divorzio.
Ma la vita a volte riserve sorprese che nessun paio di mutande è in grado di contenere. Proprio il giorno prima delle nozze, mia sorella mi ha presentato un suo amico. Detto fatto, è stato amore a prima vista e ho mandato tutto all’aria.
Da lui non divorzierò mai, ne sono certa. Mi basteranno batterie nuove una volta ogni tanto.
[3/fine]
Super R.I.P.

Dai che l'hai sfangata!
Oggi è morto un grande motociclista italiano. Tranquilli, non è Valentino.
È morto Marco Simoncelli. Sic!
È morto Marco Simoncelli. Ora lo ricorderemo come il campione che non è mai stato.
È morto Marco Simoncelli, travolto prima da Edwards e poi da Rossi, anche qui solo secondo.
È morto Simoncelli al secondo giro. No, nessun rimborso del biglietto.
È morto Marco Simoncelli. La famiglia ha comunicato che donerà i capelli.
Tragedia in moto GP: Edwards e Rossi si sono rotti il cazzo di schivare Simoncelli.
Dramma in moto GP. Simoncelli travolto da Edwards; si è temuto che ce la potesse fare.
Simoncelli è stato barbaramente ucciso da un paio di giovani irresponsabili che nascondevano il loro volto con un casco.
Valentino Rossi è disperato: “Il nuovo testimonial Fastweb non è alla mia altezza”.
Spinoza: “Non si dovrebbe mai gioire per la morte di un altro essere umano. Prometto che è la penultima volta.” Minchia gliel’hanno proprio tirata al povero Simoncelli.
Umore Maligno rende onore all’italiano morto in seguito ad un grave incidente in moto. Grazie di tutto, Damiano Russo.
Marco Simoncelli è morto. Neanche oggi Stoner fa notizia.
È morto Marco Simoncelli, bisognerà trovare una bara a forma di fungo.
È morto Simoncelli. Se volete apprezzare queste battute ripassate di qua tra un mesetto.
Un giorno come un altro
Il colpo di stato cileno dell’11 settembre ’73 costò la vita al socialista marxista Salvador Allende, il presidente democraticamente eletto che incarnava il sogno popolare di riscatto verso la media e alta borghesia.
Secondo molti storici la sua morte e l’avvento del sanguinario Pinochet furono uno snodo cruciale della storia contemporanea. Secondo altri, invece, un presidente coi baffi sostituiva un altro presidente coi baffi.
Salvador Isabelino del Sagrado Corazón de Jesús Allende Gossens fu eletto presidente il 3 novembre 1970, per sfinimento.
Fu ateo, massone, marxista, medico. In ordine di crescente gravità.
Il palazzo presidenziale dove si trovava Allende fu bombardato, fallito ogni tentativo di stanarlo col formaggio.
Allende morì quella mattina stessa, dopo aver lanciato un ultimo appello alla radio: “Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Qualcuno ha dei cerotti? C’è un’uscita sul retro?”
Quale ruolo abbia realmente svolto la CIA nell’11 settembre cileno non è ancora stato accertato. D’altronde parliamo di servizi segreti.
Dal giorno del colpo di stato più di 130.000 persone furono internate nei campi di concentramento. Rimanendo tuttavia cileni.
Oltre quarantamila dissidenti furono rinchiusi nell’Estadio Nacional di Santiago e sottoposti a crudeli torture. Le partite del Colo-Colo.
Secondo le madri di Plaza de Mayo, Pinochet è responsabile della scomparsa di circa 30.000 persone. “È il mio modello insuperato”, ha recentemente dichiarato David Copperfield.
Pinochet trasformò lo Stadio Nazionale Cileno in un campo di concentramento. È lì che vorrei veder giocare Balotelli.
I primi anni successivi al golpe cileno furono terribili: arresti arbitrari, repressione, torture, poesie di Neruda.
“El pueblo unido jamás será vencido!”, composta nel 1970, fu la canzone simbolo della resistenza cilena e la conferma che gli Inti Illimani portano sfiga.
La vittoria e la successiva caduta di Allende dimostrano che vi sono forze oscure che tramano contro la democrazia. Come il comunismo.
Oggi la data dell’11 settembre è associata esclusivamente alle Torri Gemelle. Ma solo perché in Cile gli aerei furono usati in altro modo.
La redazione di Umore Maligno ama i culi a mandolino ma non le cifre tonde. Ecco perché nel decennale delle Torri Gemelle preferisce ricordare l’assalto alla Moneda, tra Bin Laden e Pinochet sceglie il secondo, e tra la dietrologia sulla Cia e tua sorella, s’incula questa.
Autori: [11 settembre, Inti Illimani, Isabel Allende, Kissinger]
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Leva le tende.
Immagine sganciata da Matteo Bertelli sul compound di Umore Maligno.
Crolla il regime di Tripoli. Di nuovo.
(Alla faccia di chi lamentava la mancanza di un tormentone estivo)
Già catturati Gimmi, Timmi e Tommi Gheddafi.
Preso anche l’ex calciatore Saadi. Finalmente una buona notizia per Gaucci.
Il Colonnello intanto non si trova. Provate a scavare sotto le puttane.
Nessuna traccia del Raìs. Forse a breve un singolo.
Il regime si sfalda. Le forze democratiche già all’opera per costruirne uno peggiore.
Dalla capitale libica si leva un unico grande grido di libertà: “beeeeh!”
I ribelli arrivano in Piazza Verde. “Che posto di merda”.
“E ora andiamo a prenderci Parco della Vittoria!”
“Siamo in Piazza Verde, presi tre figli del Colonnello”. Non era meglio il solito mojito?
Nella capitale è tornata la connessione internet. La popolazione può riprendere a masturbarsi.
L’ADSL funziona di nuovo in tutti i quartieri di Tripoli. Che invidia.
“Nessuna vendetta” dichiarano i ribelli, insaponando le corde.
“I saccheggi e le violenze sarebbero una vergogna” ammonisce il leader Mahmoud Jibril, timoroso di arrivare tardi.
L’appello di Frattini: “Gheddafi si arrenda, è l’unica possibilità per evitare un altro appello”.
Barack Obama: “Ora bisogna evitare un bagno di sangue©”.
“Raggiunto il punto di non ritorno”, si scusa il presidente per il creampie a Michelle.
Infine si rivolge ai ribelli: “Pensate alla Libia senza Gheddafi”. Ma va bene anche Irina Shayk.
Tripoli brucia. Il Raìs minaccia: “Sarà un bagno di sudore”.
Il Colonnello chiama a raccolta i suoi fedeli: “Venite da tutte le regioni a combattere!”. Debole la risposta della Basilicata.
I sostenitori di Gheddafi sparano sulla folla. E viceversa.
I ribelli sono riusciti a liberare i detenuti politici della prigione di Maya. Come previsto.
Tripoli, i ribelli controllano l’80% della città. Il governo assicura di avere il controllo del restante 80% e dell’Ufficio statistiche.
Avvistati aerei sudafricani a Tripoli. Nonostante siano solo olivastri.
Il Raìs sarebbe pronto a trattare. Per dieci euro io prendo il cappello.
Secondo le ultime indiscrezioni Gheddafi potrebbe ricorrere al piano B. S.
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