Con l’aumento dei controlli INPS, la conoscenza dettagliata delle norme e la corretta gestione del congedo sono strumenti indispensabili.
Il tema dei controlli INPS sul congedo straordinario previsto dalla Legge 104 continua a essere centrale per molti lavoratori che assistono familiari con disabilità grave.
Negli ultimi mesi, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha intensificato le verifiche per garantire la corretta fruizione di questo importante beneficio, fondamentale per assicurare assistenza continuativa ai propri cari.
Come si svolgono i controlli INPS sul congedo straordinario
Il congedo straordinario consente a lavoratori dipendenti e autonomi di assentarsi fino a due anni nell’arco della vita lavorativa, per assistere familiari con disabilità grave riconosciuta dalla commissione medica. Per accedere al beneficio è imprescindibile il possesso del verbale di handicap grave, documento che certifica la condizione sanitaria del familiare assistito.
L’INPS effettua controlli di vario tipo, volti a prevenire abusi o utilizzi impropri del congedo. Questi controlli possono essere:

I dettagli da conoscere – umoremaligno.it
- Documentali, basati sull’analisi della documentazione sanitaria e lavorativa presentata;
- Domiciliari, con visite senza preavviso presso l’abitazione del lavoratore per verificare la presenza del familiare e l’effettiva continuità dell’assistenza;
- Incrociati, tramite consultazione di banche dati pubbliche, incluse ASL, Comuni e altri enti, per accertare la composizione del nucleo familiare e eventuali ricoveri ospedalieri.
Le regole e le sanzioni per l’uso improprio del congedo
L’INPS può attivare i controlli in qualsiasi momento, anche a campione o su segnalazione del datore di lavoro. Particolare attenzione viene riservata a situazioni in cui emergono incongruenze o segnalazioni anonime che sollevano dubbi sulla regolarità dell’assistenza.
Il lavoratore deve garantire un’assistenza continuativa ed esclusiva durante il periodo di congedo, evitando qualsiasi altra attività lavorativa o assenza ingiustificata dal domicilio. L’obbligo di reperibilità è rigoroso, con possibilità di visite ispettive senza preavviso da parte degli ispettori INPS.
Le sanzioni in caso di uso improprio possono essere molto severe:
– Multe fino a 30.000 euro per dichiarazioni false;
– Recupero delle somme indebitamente percepite;
– Procedimenti penali in caso di documentazione falsificata;
– Conseguenze disciplinari e amministrative per chi viola le norme.
È fondamentale conservare documenti come certificati medici aggiornati, prescrizioni e ogni prova che attesti la necessità dell’assistenza continua.
Come difendersi in caso di contestazioni
Se l’INPS contesta la regolarità della fruizione del congedo, il lavoratore può presentare un ricorso amministrativo entro novanta giorni, allegando tutta la documentazione integrativa necessaria per chiarire la propria posizione.
In caso di rigetto, è possibile rivolgersi al Tribunale del Lavoro, avvalendosi di un legale esperto in materia previdenziale per tutelare i propri diritti e valutare le migliori strategie difensive.
Per garantire trasparenza e sicurezza, è consigliabile documentare ogni attività di cura, conservare ricevute e annotare gli spostamenti, così da fornire una prova concreta dell’effettiva assistenza prestata al familiare.








