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Nuovo virus nato in laboratorio: minaccia globale

Scienziati in laboratorio, virus
Gli esperimenti in laboratorio - (umoremaligno.it)

Nuove ricerche su virus ingegnerizzati aprono scenari per la salute globale. Ecco le ultime novità scientifiche

Nel panorama scientifico attuale, la lotta contro i superbatteri, quei microrganismi resistenti agli antibiotici tradizionali, ha trovato un alleato inaspettato: i virus modificati in laboratorio.

Un recente studio, pubblicato su PNAS da un gruppo di ricercatori del prestigioso New England Biolabs (NEB) e della Yale University, ha sviluppato un sistema innovativo che permette di progettare virus capaci di attaccare selettivamente batteri multi-resistenti, aprendo un nuovo capitolo nella battaglia contro le infezioni ospedaliere più pericolose.

Virus ingegnerizzati contro i batteri resistenti

Il fulcro della ricerca risiede nell’ingegnerizzazione dei batteriofagi, virus naturali che infettano e distruggono specificamente i batteri. Sebbene non siano una novità assoluta nel campo medico – con un utilizzo già sperimentale in alcune nazioni dell’Europa orientale – la difficoltà storica è sempre stata la complessità e la lentezza del processo di modifica genetica. La novità introdotta dal team di NEB e Yale è il sistema completamente sintetico basato sulla piattaforma High-Complexity Golden Gate Assembly (HC-GGA), che consente di assemblare il genoma del fago partendo da frammenti di DNA sintetico, un vero e proprio “puzzle molecolare” che può essere costruito e modificato in laboratorio con precisione.

Virus

La lotta contro virus e batteri – (umoremaligno.it)

Nel caso specifico, i ricercatori hanno focalizzato l’attenzione su Pseudomonas aeruginosa, un patogeno noto per la sua elevata resistenza agli antibiotici e per il ruolo significativo che svolge nelle infezioni respiratorie, sepsi e complicanze post-operatorie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo indica tra le maggiori minacce globali per la salute pubblica, rendendo cruciale lo sviluppo di strategie terapeutiche alternative.

Una volta assemblato il genoma virale sintetico, questo viene inserito in un ceppo batterico sicuro che permette la “nascita” del virus funzionante. Da qui è possibile effettuare aggiunte, delezioni o mutazioni puntuali nel genoma virale, perfino sostituendo le fibre della coda, la parte del virus responsabile del riconoscimento del batterio bersaglio. Così facendo, il virus diventa programmabile, in grado di colpire specifici ceppi batterici con estrema precisione.

Il New England Biolabs, fondato nel 1974 e noto per essere un punto di riferimento nel settore delle biotecnologie, continua a innovare con prodotti per la ricerca genetica e lo sviluppo di terapie avanzate. L’adozione di tecniche come la Golden Gate Assembly si inserisce in un contesto più ampio di ricerca biomedica che vede l’utilizzo di virus ingegnerizzati non solo come strumenti terapeutici ma anche diagnostici e di monitoraggio.

Se confermata l’efficacia in ambito clinico, questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il trattamento delle infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, una delle emergenze sanitarie più pressanti a livello globale. La possibilità di progettare fagi “su misura” per ogni tipo di infezione apre infatti la strada a terapie personalizzate, capaci di superare le resistenze batteriche e ridurre l’uso indiscriminato di antibiotici.

Le implicazioni di questa innovazione sono particolarmente rilevanti in un momento storico in cui la comunità scientifica è ancora alle prese con le conseguenze di pandemie virali come il COVID-19, che ha evidenziato l’importanza di nuove strategie antivirali e antibatteriche. Inoltre, la crescente minaccia rappresentata da virus emergenti come il Mpox sottolinea la necessità di strumenti flessibili e rapidi di risposta biologica.

New England Biolabs, con la sua esperienza consolidata e la capacità di integrare ricerca di base e applicazioni industriali, rappresenta un polo strategico in questo settore. Il futuro della lotta ai superbatteri potrebbe essere segnato dall’impiego di virus programmabili, una soluzione che coniuga avanzamento tecnologico e necessità clinica, aprendo nuovi scenari di ricerca e cura.

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